Twitter vs. Fiendfeed discussione tra Giacomo Mason e me

twitter-bird versus friendfeed

Post sul Social Network FriendFeed di Giacomo Mason: Qualcuno conosce risorse sulla scrittura nel lifestreaming (intendo consigli come scrivere tweet che funzionano ecc)?

Mio commento al suo post.

Parto da un paradosso. State (ok stiamo) discutendo di Twitter su FriendFeed … e già la cosa ha un suo peso.

L’idea poi che FriendFeed possa essere ri-postato su Twitter ne ha un altro di segno, esattamente contrario.

L’altro errore è che esistano regole nel micro-blogging.

Quello che credo, fermamente, è il tema della cosiddetta discussione e dei suoi obiettivi.

Cioè quello che viene detto all’inizio del post (e da chi, e come), non è quello che si evince alla fine del thread.

Ecco, se dovessi scrivere un valore ed una potenzialità (una ed una sola), di questo tipo di strumenti, (aldilà della moda del momento di definirla life-steraming, mai definizione, usata anche da me, peraltro, fu più falsa), è esattamente questa.

Che, guarda caso, è quella che stai usando tu, ora.

Cioè innescare una discussione.

Il tema può essere di business, o ludico, la cosa non cambia lo stato delle cose.

Più uno è bravo ad usare questi strumenti, più la cosa genera valore.

Ora Jack, capisco che vuoi, nel libro, fare degli esempi accademici, ma credo che, in questo caso, non aiuteresti i tuoi lettori.

Alla fine la regola è sempre la stessa: "Non esiste un micro-blogging avulso dagli utenti che ne saranno i suoi potenziali fruitori".

Più sei in grado d’innescare, (anche sulla tua vita), una discussione interessante, più i frutti che raccoglierai lo saranno.

Se applichi tale paradigma all’innovazione (tanto per essere fighi e di tendenza), ecco che il risultato potrebbe – se, e solo se attenzione, tale obiettivo sarà condiviso dalla popolazione target (cosa non sempre scontata, all’interno di una organizzazione e che apre un argomento vasitssimo) – lo stesso potrà essere un detonatore devastante.

Ed ecco che la competenza di chi posta diventa un driver.

Se posta un tweet … faccio un nome (non) a caso … Steve Jobs, nel suo twitter aziendale, magari su di argomento caldo (es. iPad), io sono più che certo che la cosa ha un valore.

Ma, estremizzo, la cosa vale lo stesso, e forse in egual misura, se quello stesso argomento, lo posta il PM di iPad.

Come vedi, nel caso aziendale, molto dipende dal riconoscimenti che, all’interno di una community, ha una persona.

Ma, attenzione quello è solo l’inizio.

La cosa interessante, per le aziende (quelle, però, che hanno, realmente, capito questo valore, tanto intangibile, quanto tangibile), non è quello, ma, direi, piuttosto, quello che, da quel momento in poi, avviene (o, con il segno contrario, NON AVVIENE) nel famigerato thread.

E’ lì che si potranno (FORSE) trovare le cose più interessanti, i famosi talenti nascosti che Apple fa emergere. Affidandogli progetti e responsabilità.

Per ora mi fermo qui.

Le altre sono solo mode del momento, credimi, il valore del MB è tutto lì, e tu è da tempo, e te lo dico con tutta la stima che provo per te, che lo hai capito.

Non fare, pertanto, anche tu, l’errore di dare casi pratici (spesso anacronistici quando vanno in stampa), senza risalire alle 3 o 4 regole generali.